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Nuovi profili

Il successo del Nordest è testimone di come i sistemi di piccolissima impresa e le produzioni artigianali abbiano goduto fino a ieri di una fase iniziale di vantaggio. Le imprese di piccolissima dimensione, hanno utilizzato la loro minor (non scarsa) strutturazione per un più pronto adeguamento alle mutevoli condizioni della domanda. Le loro caratteristiche "ordinarie" già sono state sufficienti per rispondere alla sfida posta dai mercati in quegli anni.

L'artigianato ha dimostrato di essere una costola imprescindibile del modello socioeconomico veneto e del Nordest, una realtà produttiva la cui consistenza e significa­tività all'interno dell'economia veneta è fuori discussione.

Non di meno tuttavia segnali forti di cambiamento vengono registrati nel mondo della piccola impresa, come dimostrano ampiamente i dati sull’evoluzione della base produttiva e le caratteristiche dell’occupazione. In continua evoluzione è anche la mappa delle figure professionali e delle competenze richieste dalle imprese, che permettono di definire le caratteristiche della domanda.

Oggi, i mutamenti che interessano il sistema della produzione sono ben visibili e il loro impatto si può riassumere constatando come il centro nevralgico dei processi produttivi non sia più come nel passato la trasfor­mazione di energia tramite l'impiego di tecnologie meccaniche; ma sia la trasfor­mazione di informazioni connessa all'irrompere della information & communication technology.

L'organizzazione dell'impresa si orienta verso una maggiore flessibilità e un maggiore decentramento. La ricerca del­la flessibilità, lo sviluppo della cooperazione in rete, lo sviluppo del lavoro di gruppo sono alcune delle con­seguenze della penetrazione delle tecnologie dell'informazione. Ormai le tecnologie dell'informazione contribuiscono alla scomparsa dei lavori di routine e iI lavoro sarà sempre più ricco di compiti che richiedono spirito d'iniziativa e di adattamento.
Nel terreno d'incontro tra domanda e offerta, e nella sostituzione tra vecchi e nuovi mestieri, è possibile identificare uno scenario che prospetta opportunità professionali e che delinea modificazioni profonde di tutta la struttura occupazionale.

Elasticità organizzativa, dinamiche produttive snelle, implementa­zione della dimensione tecnologica: tutti questi fattori stanno concre­tamente contribuendo a ridefinire le tipologie di lavoro e di professio­nalizzazione, le quali necessitano di continui processi di revisione tecnica e contenutistica, determinando una serie di fabbisogni sul versante dell'offerta di lavoro, fra i quali i principali sono:

  1. l 'innalzamento dei livelli di qualificazione, sia nei settori considerati in espansione sia in quelli maturi;
  2. l’elevata capacità di rimpiazzare le conoscenze obsolete nei settori considerati strategici, con particolare riguardo a quelli caratterizzati da un impiego intenso delle tecnologie avanzate;
  3. la crescente richiesta di competenze trasversali, con ciò intendendo la capacità da parte dei lavoratori di gestire consapevolmente gli aspetti organizzativi e gestionali della loro attività, sia nelle grandi come nelle piccole imprese;
  4. le capacità di gestione di livelli sempre maggiori di autonomia da parte del personale in posizione di front office dei servizi, con la finalità di generare aumenti di qualità nelle prestazioni;
  5. l’esperienza professionale pregressa, sia nel settore industriale che nei servizi; il possesso di competenze informatiche di base in quasi tutti i settori".

Queste linee di tendenza comportano l'affermazione di professioni già tipiche del mondo artigiano, limitando peraltro le possibilità di sviluppo lineare delle professioni e producendo cambiamenti nei cicli di vita delle persone.
Tra le figure professionali critiche vene rafforzata la centralità di figure che ricoprono tradizionalmente un ruolo importante per lo sviluppo del settore, ma con la particolarità che il loro profilo tende a venire incessantemente arricchito per la necessità di adeguarsi alle pressioni competitive in atto. Nello stesso tempo si rileva che viene attribuita una crescente importanza a figure nuove in un duplice senso: può trattarsi di figure già conosciute che tendono a mostrare un profilo più netto e distinto; oppure di figure che precedentemente non si potevano considerare tipiche del settore e che stanno acquisendo rilievo almeno nelle aziende più evolute.
Il sistema produttivo risulta tuttavia in difficoltà nel definire una figura professionale che raccolga le competenze di cui ha bisogno al momento e, peraltro, non riesce a trovare tra i curricola di studio disponibili quello adatto alle proprie esigenze. Inoltre la domanda di specifiche competenze risulta quasi sempre contingente, non programmata nel tempo, e non sempre permette che attorno ad essa si crei un'offerta coerente.
Sul lato dell'offerta, risulta pertanto fondamentale il fattore tempo. Quanto più si dilata lo spazio temporale tra la definizione della domanda di competenze ed il momento in cui queste sono disponibili in termini di personale qualificato, tanto più gli spazi occupazionali si riducono e muta la domanda contingente. Accade così che la domanda orienti spesso la scelta del tipo di studio da intraprendere ma che la risposta/offerta si realizzi solo alla fine del periodo di studi, fuori tempo massimo.

Le recenti ricerche svolte da Confartigianato rappresentano il tentativo di instaurare un collegamento tra dinamiche organizzative e figure professionali, per segnalare le possibili evoluzioni dei fabbisogni delle aziende, fornendo elementi utili a valutare il tipo di risposte elaborate dalle imprese, gli assetti produttivi che vengono delineandosi, il ruolo crescente attribuito a certe competenze e il possibile declino di altre.

Il collegamento tra dinamiche organizzative e figure professionali consente la formazione di una cornice di riferimento che aiuta a progettare interventi formativi, fornendo supporti operativi e favorendo lo sviluppo di strategie di anticipazione.
In questo scenario è possibile svolgere un'azione di orientamento, sia nei confronti della domanda, per una definizione attenta delle competenze necessarie, sia nei confronti dell'offerta, favorendo lo sviluppo di potenzialità e abilità professionali.